[23] Ninnananna per Gesù Bambino

Anche questo, assieme alla torta di compleanno per Gesù Bambino, è un giochetto divertente che potreste fare a casa vostra, se avete a portata di mano una bimba piccola che si diverte a giocar coi bambolotti. L’idea, dolcissima, è del sito CartaAntica: sostanzialmente, si tratta di preparare la culla per Gesù Bambino, di giorno in giorno, in nove tappe. Insomma: una novena di Natale un po’ sui generis.

Il sito CartaAntica, verosimilmente, parlava di “culla per Gesù Bambino” con significato metaforico: devo predisporre il mio cuore ad accogliere Gesù come se gli stessi preparando la cameretta, e bla bla bla. Io, invece, molto più concretamente, mi sono immaginata questa scena di vita famigliare: una bimba di quattro o cinque anni che gioca con i suoi genitori a preparar la culla per Gesù, aggiungendo ogni giorno un giocattolino nuovo. Un giorno il materasso, il giorno dopo la cuffietta, il giorno dopo il cuscinetto… Se si diverte a farlo con Cicciobello, perché non dovrebbe divertirsi anche con una statuetta di Gesù Bambino?

Se i miei genitori avessero proposto a me una novena simile quand’ero piccola, penso che sarei impazzita dall’entusiasmo.
(A questo punto, non scriverò che sono un’appassionata di bambole da collezione e che impazzirei dall’entusiasmo anche in questo preciso istante, tant’è vero che prima o poi mi piacerebbe farlo seriamente. Aehm).

Non lo scriverò, dicevo. Ma in realtà, perché non scriverlo?

A noi sembra un gioco da bambinetti, ma dipende dal fatto che non ci siamo abituati. A ben vedere, sembra un passatempo da bambini anche costruirsi in casa il presepio con le statuette colorate: ma in realtà, il significato del presepio lo capiamo tutti quanti. È un modo visibile, tattile, materiale, di ricordarci quello che è successo a Natale, tanti anni fa.

E lo stesso si può dire anche per la culla con Gesù Bambino.
Vi sembra strano?

Mh? Vi sembra strano? Beh, non dovrebbe affatto: la culla per Gesù Bambino è una pratica antichissima, che affonda le sue radici nella notte dei tempi… e  le affonda, più precisamente, nella Germania medievale.
Avete mai sentito parlare del Kindelwiegen?

Il Kindelwiegen era proprio questo: si prendeva una culla, si prendeva una statuetta di Gesù Bambino, e si coccolava il Bambinello – nella notte di Natale – all’interno della culla. Poi, a turno, si andava di fronte al Bimbo e lo si contemplava.
Gli studiosi dicono che questa usanza è stata la risposta della Chiesa alla necessità (sempre più sentita, nel Tardo Medioevo) di “agganciare” la religione alla vita di ogni giorno. Insomma, di far capire che il Cristianesimo non è solamente misticismo e teologia: è anche tutto il resto. È una religione umana, concreta, della vita quotidiana: e mediante il Kindelwiegen i fedeli entravano in chiesa e se lo trovavano di fronte, adagiato nella culla, il Dio fatto bambino!

E sapete cosa?
Non si limitavano a guardarlo.
Non si limitavano a dire “toh guarda, che bella scena”: loro ci giocavano proprio, come farebbe un bimbo piccolo. Entravano in chiesa e potevano cullarlo: il Bambinello se ne stava lì, adagiato sul guanciale, mentre qualche parrocchiano lo cullava delicatamente, cantandogli una filastrocca.
È una scena surreale, lo so; ma è anche – se ci pensate – una scena profondissima. Cullare Gesù Bambino è un gesto concreto, di materialità infinita: è una forma di devozione “fisica” , niente affatto fraintendibile – hai Gesù Bambino fra le braccia. E questo se riesce a fartelo sentire più vicino; se riesce a farti pensare che veramente Gesù si è fatto uomo, è diventato un bimbo, si è addormentato nella culla…

Il Kindelwiegen oggi non esiste più, ma è rimasto in voga fin quasi ai nostri giorni.
Fino al 1830, a Tubinga, nella notte di Natale, nella piazza del campanile aveva luogo una scena infinitamente dolce – che, secondo me, vale quanto una preghiera.
Il sacerdote, dall’alto del campanile, teneva in braccio la statuetta di Gesù Bambino e la cullava, nella notte.
E nella piazza gremita, ai piedi del campanile, i fedeli si radunavano festanti per dare a Gesù Bambino il “benvenuto” in questo mondo.
E poi, facevano la cosa più bella e più affettuosa che si possa fare in assoluto, con un Bimbo appena nato. Lo guardavano, con stupore e affetto… e gli cantavano, tutti quanti in coro, una dolce ninnananna.

3 pensieri su “[23] Ninnananna per Gesù Bambino

  1. Mi sa che abbiamo gli stessi libri in biblioteca :p

    Diciamo però, proprio perchè mi piace spoetizzare u.u, che non si limitavano soltanto a cantar dolci ninna-nanne, dato che le cronache parlano di cerimonie piuttosto "turbolente"… proprio perchè contemplavano una partecipazione attiva dei fedeli con danze intorno alla culla e canti mentre lo si cullava.

    Proprio in quel di Tubinga, ecco cosa si prescriveva ai religiosi durante tale cerimonia: "Assicurati di avere con te un bastone o una cinghia di cuoio, in quanto i ragazzi sono spoesso molto irrequieti" (cit.).
    Ghghghg

    Un pò come le messe di Natale mattutine a base di salame e vino della Germania del XVIII sec.

    Cappellaio

  2. A me viene in mente che una volta si usava baciare il bambinello la notte di Natale, in Chiesa, dopo la veglia… lo portavano trionfalmente lungo la chiesa, lo deponevano in una sorta di mangiatoia di legno e paglia… :P

    Oggi non si usa tanto più

    Daniele

  3. A Firenze santa Umiltà (se non sbaglio, io coi nomi son negata) è famosa anche per aver fatto fare un bambino Gesù di esatta grandezza e peso di un bimbo appena nato (notate la sottigliezza!) che faceva vezzeggiare a turno dalle sue suore…
    A me è sempre sembrata una cosa tanto carina… però nella mia Congregazione non usa: abbiamo solo bambini veri :-(

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