Lucia

Provate a fermare la gente per strada e a chiederle com’è morta Santa Lucia, secondo loro.
Tutti quanti (facciamo una scommessa?) vi risponderanno unanimemente che “le han cavato gli occhi”.

Falso.

La leggenda secondo cui han cavato gli occhi a Santa Lucia è un’invenzione bella e buona, ed anche molto tarda: fino al XV secolo avanzato, nessuno si era mai sognato di mettere in giro una storia simile.
Certo: Lucia era considerata da molto tempo la protettrice contro le malattie degli occhi, in virtù del suo nome che rievocava la luce e dunque la vista. D’altro canto, di Sante cieche non ce n’erano: agli orbi medievali non restava che arrangiarsi con quello che trovavano.

Il tipico santino

Per un millennio e forse più, Lucia di Siracusa ha educatamente svolto il suo lavoro di patrona contro le malattie degli occhi senza che nessuno trovasse niente da ridire.
Poi, a un certo punto del XV secolo, un pittore ha avuto l’infelice idea di dipingere un quadro in cui Santa Lucia teneva in mano un piattino contenente due bulbi oculari.
Un po’ splatter, ma fa niente. Il concetto era quello di far vedere che Santa Lucia ci teneva veramente tanto, agli occhi dell’altrui gente.
L’idea ebbe un successone, fu copiata da altri artisti, e nell’arco di poco tempo le varie chiese cominciarono a riempirsi di quadri di Santa Lucia con piattino occhiuto in mano.
Dopo un po’ di questa solfa, i fedeli cominciarono a porsi delle domande. La più frequente era: “ma di chi sono, questi occhi?”.
Peccato che, col passar del tempo, nessuno ricordasse più qual era la risposta.

Siccome sembrava brutto dire che Santa Lucia era una serial killer psicopatica che cavava gli occhi alle sue vittime e poi se li portava a spasso, la gente cominciò a dire che quegli occhi erano suoi.
Mica potevano essere di altra gente, voglio dire. Senz’altro erano suoi.
E poi, insomma, lo sappiamo tutti che Lucia è una Santa martire: magari le han cavato gli occhi nel corso del martirio, oh. Oppure se li è cavati lei come penitenza per non esser troppo bella; vai a sapere cosa fanno, i Santi.
E pian piano, col passar tempo, la diceria si è trasformata in “Storia” – o quasi.
Pure io ho avuto un discreto shock, quando ho scoperto che il martirio di Santa Lucia è andato ben diversamente.

Dunque.

In che modo Santa Lucia sia stata denunciata come cristiana, già ve l’ho raccontato.
In buona sostanza, il promesso sposo di Santa Lucia si rompe le scatole delle strane pretese di lei, e denuncia la fanciulla; il governatore la fa arrestare, e Lucia viene portata al suo cospetto.
Comincia l’interrogatorio, e si assiste a uno scambio di battute che non vi riporto per intero, ma che, volendo, potete leggere qui. Lucia rivive in queste pagine come una ragazza giovane (in età da marito) ma straordinariamente matura e ferma nelle sue convinzioni. È istruita, spavalda, senza peli sulla lingua: è perfettamente in grado di rispondere ad ogni accusa dell’inquirente, senza cadere nei suoi trabocchetti e  – soprattutto – senza farsi cogliere dal panico.
Notevole: sul serio.

A un certo punto, il governatore ha la stessa identica reazione che hanno sistematicamente gli uomini idioti quando si trovano davanti a una donna che è più in gamba di loro. Ricorre all’offesa sessuale. Prima urla a Lucia che è una donnaccia, e poi si va venire in mente questa geniale idea: Santa Lucia vuol conservarsi vergine perché la castità è gradita a Dio? Fantastico: ordina che Lucia venga stuprata dai suoi soldati, così non sarà più vergine, e Dio la abbandonerà. Ah-ah-ah, povera idiota: vediamo adesso come reagisci?

Ora.
Non so come reagireste voi, di fronte a una promessa simile.
Tendenzialmente, la gente si fa prendere dal panico, e cerca di scappare, e implora, e supplica pietà; e insomma, non conserva tutto questo sangue freddo.
Santa Lucia, invece – e questo mi sembra davvero sconvolgente – inarca un sopracciglio e gli dice: “obbeh. Fai pure”.
Il governatore sgrana gli occhi. “Come hai detto, scusa?”.
“Fai pure”, gli ripete lei. A guardarla da vicino, si noterebbe che è impallidita (è pur sempre una donna, non solo una Santa); ma Lucia è perfettamente calma, e la sua voce non sta tremando. “Se speri, con uno stupro, di riuscire a rovinarmi… hai decisamente sbagliato rotta”.
Il governatore è confuso: apre la bocca per parlare, poi la richiude; esita. “Ma se il tuo dio ti vuole vergine…”.
Santa Lucia scuote la testa, e praticamente gli ride in faccia. “Perché?”, ribatte, in tono divertito. “Pensi realisticamente che lui se la prenderà con me, se farai scempio del mio corpo in odio alla mia fede?”.

Oh, ragazzi: non è normale sentire una donna che ti dice queste cose. Non è normale in generale, perché vorrei vedere come reagiremmo noi nella stessa situazione, ma non è normale soprattutto in quel momento: siamo in un’epoca in cui la verginità, anche in senso fisico, conta un sacco per le donne. E vabbeh che comunque Lucia è già condannata a morte (non ha più bisogno di preoccuparsi di pretendenti e matrimonio); ma l’onta estrema, il gesto più svilente, l’offesa più profonda che si possa fare a una persona, sommato poi alla mentalità dell’epoca…

“Beh: ad altre ragazze avete fatto cavare i denti, tagliare il seno, strappare le unghie…”, osserva Santa Lucia, imperturbabile. “Avete arrostito gente sulla graticola, li avete fritti vivi; fate entrare donne nude in un circo pieno aspettando che le bestie le divorino davanti a tutti gli spettatori…”. Si ferma per un istante, abbozza quasi un sorriso di scherno. “Certo che dovete avere una notevole profondità spirituale, per divertirvi con certe cose”.
Nell’aula di tribunale c’è il silenzio più completo; neppure il governatore sembra in grado di rispondere. E Santa Lucia si stringe nelle spalle, teatralmente: “e quindi, coraggio: forza! Fate pure. Adesso vi è venuto l’uzzolo di stuprare ragazzine? Mi dispiace per voi perché vi qualificate da soli: ma detto questo, fate pure”.
E poi punta gli occhi in quelli del governatore, lanciandogli uno sguardo micidiale di scherno e di compatimento. “Che c’è? Speravi di vedermi piangere implorando la tua misericordia, solamente perché minacci di farmi molto male?”.

Non è facile, ovviamente, andare incontro al martirio. Non lo è per niente.
Ma il caso di Lucia, secondo me, è ancor più straordinario: perché qui non c’è solo una Santa che affronta con coraggio la tortura fisica (“sì, malmenatemi pure. Sì, riempitemi di botte”).
Qui si tratta di affrontare a testa alta la tortura psicologica: l’umiliazione, l’onta; la sopraffazione di uno che non solo fa del male, ma anche abusa del tuo corpo.

Di fronte a questa terribile minaccia, Lucia mantiene l’aplomb e non vacilla.
Motiva le sue ragioni, guarda in faccia il suo nemico, e poi si volta verso i soldati che dovrebbero stuprarla, fissandoli dall’alto in basso con un misto di disgusto e pena. “Forza, datevi da fare. Chi incomincia?”.
E è molto difficile non sentirsi piccini e sporchi, di fronte a una ragazza che ti risponde in questo modo.

Poi in realtà Santa Lucia non sarà stuprata affatto; interverrà Dio con un miracolo per evitarle questa pena, e lei verrà più banalmente pugnalata…
…ma il vero miracolo secondo me è questa ragazzina spaventata che di fronte all’onta più infamante ti ribatte in questo modo. No, brutto meschino: non te lo do, il contentino di vedermi supplicante e in lacrime.

Santa Lucia è una delle mie Sante preferite, e non solo perché ne porto il nome e quindi le voglio bene già a prescindere.
Santa Lucia è una delle mie Sante preferite perché – diciamocelo – è davvero un mito: certamente, ci sono anche delle Sante che preferiscono la morte a questa violenza, il che è legittimo… ma voi riuscite a immaginarla, questa ragazzina spaventata, che ribatte in questo modo a un intero esercito di porci?

Lucia affronta il governatore romano (quadro di Lorenzo Lotto)

Ora: mi rendo conto che parlar di stupri e di assassinii è un buffo modo per far gli auguri al prossimo; ma c’è un senso in quel che scrivo.
Da una manciata d’ore, c’è una bimba in più su questo mondo: è una cosina bellissima che ti sembra un bambolotto… e porta il nome di Lucia.

E io vorrei davvero augurarle di avere la stessa fermezza, lo stesso coraggio, la stessa eloquenza e la stessa cultura della Santa straordinaria di cui lei porta il nome. E anche la stessa capacità di affrontare a testa alta le difficoltà della vita, senza mai vacillare e senza mai perdersi d’animo.

Come “benvenuto” per una poveraccia appena nata, questo post, in effetti, è decisamente un po’ inquietante.
L’augurio però è sincero, oh!
E viene dal cuore, (che è anche un po’ commosso).

12 pensieri su “Lucia

  1. sono felice di aver letto la vera storia di s.lucia….
    ti rendi conto che io da piccola ero terrorizzata da questa santa???
    Da noi si usa ricevere i regali da santa lucia nella notte tra il 12 e 13 dicembre.
    Nei giorni prima gli adulti si adoperano per far sentire “il campanellino” di santa lucia ai bambini per ricordare che “lei sta arrivando”.
    Anche a me hanno sempre raccontato che s.lucia era cieca e che andava in giro con un velo sul viso proprio per non far vedere gli occhi cavati…
    Non contenti, i miei genitori, per convincerci ad andare a letto presto, ci dicevano che se avessimo visto s.lucia lei ci avrebbe buttato della cenere negli occhi e noi saremmo diventate cieche!
    Ma ti rendi conto che cose dicono ai bambini???
    Te immagina il terrore che avevo sempre io ogni volta che sentivo quel campanellino…mi infilavo sotto le coperte e non ne uscivo più fino alla mattina seguente!
    Paura pura…
    Quindi grazie per avermi fatto scoprire che era tutta ‘na cazzata :oP

  2. Non sapevo nulla della vera storia di Santa Lucia e quindi ti ringrazio di avercela raccontata… e mi unisco anche io agli auguri per questa nuova creatura che porta il tuo nome e il nome della Santa

    un sorriso :o)

    • No: figlia di una amica :-)

      Io, essendo figlia unica, di nipotini non ne avrò mai: penso che non riuscirò mai a capire completamente l’entusiasmo di uno che diventa zio :-) (Occielo: portei ipoteticamente avere dei nipotini da parte della famiglia del marito, ma non penso che sia la stessa cosa di vedere tua sorella che diventa mamma :-)

  3. In effetti in genere quando nasce un neonato/a si evocano angioletti o coniglietti, non stupri e pugnalate. Però trovo che un augurio così “di sostanza” sia prezioso. Benvenuta alla piccola Lucia :-)
    Neanch’io conoscevo la vera storia, avrei risposto anch’io “il martirio di santa Lucia è che le hanno cavato gli occhi”. Devo dire che fin da piccola quei santini e quei quadri con santa Lucia che tiene gli occhi nel piattino mi facevano una paura!

  4. Azzarola! E pensare che nella mia chiesa c’è un mosaico che raffigura Santa Lucia con il piattino contenente gli occhi e vicino a lei, udite udite, un bel paio di tenaglie!

  5. Pingback: Nella festa di Santa Lucia | Una penna spuntata

  6. Pingback: [Ma che sant'uomo!] Il corpo delle donne (martiri) « Una penna spuntata

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...