[Pillole di Storia] I pifferai del Natale

Per chi si stesse domandando (magari pure con una certa apprensione!) dove caspita io sia sparita a ‘sto giro: non sono ammalata. Non sono china sui libri. Non sono presa da altri pensieri. Sono stata rapit Sono a Roma.

Come già raccontavo su Facebook, quella che, sulla carta, avrebbe dovuto essere una breve trasferta di lavoro, si è in realtà trasformata in un mezzo trasloco nella Città Eterna, dove dimoro ormai da un mese (nella costante convinzione di essere sul punto di concludere e di tornare a casa… ma ogni volta che mi sembra di cominciare a veder la luce in fondo al tunnel, spunta fuori un nuovo problema lavorativo da risolvere).
Il fatto che io, nella ferrea certezza di dovermi fermare a Roma solo per pochi giorni, avessi infilato in valigia un vecchio computerino “da battaglia” risalente all’anteguerra, che va così lento da farti morir di inedia mentre provi a scrivere anche solo un indirizzo e-mail, giustifica, almeno in parte, la mia improvvisa (ed ennesima) assenza dal web (anche se cerco di dare qualche notizia di me, di tanto in tanto, sulla pagina Facebook, per chi volesse).

In tutto ciò, sapete qual è il lato positivo della mia cattività babilones romana?
Beh: il fatto che sono a Roma.
Alla vigilia dell’Anno Santo.
E Roma pullula di librerie.
Che mi sembrano particolarmente ben fornite di volumetti interessanti, fors’anche in virtù del fatto che siamo alla vigilia dell’Anno Santo.
Quando riuscirò a rimettere le mie dita sulla tastiera di un computer decente, questo blog sarà invaso da una marea di curiosità, storie e leggende romane – perché, lontana da casa (e sostanzialmente lontana anche da Internet e dalle sue distrazioni), mi sto davvero facendo una piccola cultura di facezie sulla Città Eterna!

Per intanto, vi lascio un saluto (e vi auguro… un buon capodanno), con un piccolo quadretto traboccante di nostalgia che ci riporta indietro ai tempi passati, quando Roma era ancora città pontificia e le signore camminavano lungo la via del Corso con i gonnelloni ampi, il cappello il testa, e tutto un frusciare di crinoline. È un piccolo, delizioso ritratto dell’Avvento romano, così come l’ho assaporato grazie ai ricordi di Costantino Maes, un bibliotecario laziale che, sul finire dell’800, ha dato alle stampe un libretto dedicato a memorie, aneddoti e curiosità sulla Città Eterna.

Trasportiamoci ai tempi di questa costumanza, che or non è più.
[…] Nel giorno 25 novembre (Santa Caterina), in cui s’incominciava ad accender le legna nei camminetti[…], ecco in Roma i pifferari, che a drappelli numerosi percorrono le vie, e che, dando fiato, a quando a quando, al clarino ed alla zampogna, fanno udire delle ariette. […] II loro arrivo, in quei tempi più semplici, era grato e festevole.
Muovono questi poveri villici dalle estreme fimbrie dell’Apennino […]. Giunti appena in Roma, si leva un grido di gioia dalla garrula ragazzaglia insolente che loro danza d’intorno; e le nonne, col capo imbianchito e crollante, annunziano in casa ai nepotini, che loro saltellano e schiamazzano attorno, che manca un mese solo ai giorni santissimi.

Le vestimenta dei pifferari hanno una impronta originale, avanzo e ricordo della prisca semplicità dei secoli. Hanno irsuti velli invece di calzari, tenuti fermi da più volute di funicelle rannodate nell’articolazione cruro-femorale. Ai piedi hanno i campestri coturni; portano i lombi precinti da una zona pellicea per riporvi talvolta il piffero, allorquando, con passo colere e lena affannata, passano da uno all’altro angolo della città per lucrar molti soldi.
[…] Un pileo di rozzo feltro a forma di cono troncato all’apice ombreggia loro il capo, che sovente adornano tra i nastri colla immagine di San Domenico, per evitare la rabbia canina, e coll’immagine di Nostra Donna trafìtta da sette spade. […]

Dal 25 fino al 29 novembre, principio della novena all’Immacolata, vanno attorno per la città suonando dinanzi alle abitazioni, dove sono a locanda i biondi figli del Nord. […] Prima che l’alba rosata tinga l’orizzonte in arancio, e fino al tramonto, alternano senza posa le loro cantilene.
Uno di essi, maestro in arte e per età provetto, imbocca la piva o l’otre della ciaramella, e, nell’angolo che questa forma colla siringa delle prolisse canne ineguali, vi pone il cappello, restando, per atto di devozione, a capo scoperto; l’altro, di più floridi anni, si pone il suo sotto l’ascella sinistra, e, con quanto ha di lena nei robusti polmoni, dà di aspirazione al clarino[…].

Per un forastiero era certo la cosa più odiosa e fastidiosa del mondo, il sentirsi svegliare nel cuore della notte dal suono melanconico della zampogna per tutto l’Avvento: ma la costumanza sanzionata dal tempo era gradita ai Romani, fino a che non si cominciò ad avere a sdegno le usanze avite. Leone XII, che ne provava fastidio, prima di montare al trono ordinò ai pifferali di non isvegliare i suoi sudditi prima delle quattro del mattino.

Le novene si facevano in ogni bottega, in ogni casa che non volesse dare negli occhi al parroco ed alla polizia. Molti forastieri e pittori, che temevano di passare per liberali, facevano dipingere a fresco una Madonna sul muro del loro studio, e per un paio di novene si godevano le serenate di questi Orfei.
L’abbonamento era 2 paoli (circa un franco) per novena, ed era ben contento il vecchio pifferaio se poteva far conto di portare a casa 40 scudi – somma enorme, allora, negli Abruzzi, che gli permetteva di passare sette o otto mesi senza lavorare.

[…]II Natale avrebbe perduto tutto il suo bello misterioso, in Roma, senza la venuta dei pifferari. Nel 1836, nel quale essi non vennero, attesi i cordoni sanitari tra lo stato pontifìcio ed il regno delle Due Sicilie per il cholera-morbus, parve a Roma un anno melanconico e di funesto presagio.

Perché, dopo il 1870, furono proibiti i pifferari?
Vano è chiedere la ragione di ciò che è fatto senza soda ragione. Noi adesso siamo senza carattere e senza convinzioni; e, diversamente dagli altri popoli, che sono più innanzi di noi nella civiltà, ci vergogniamo dei patrii costumi, i quali dovremmo piuttosto aver cari. […] Le cantilene pastorali della cornamusa nelle feste di Natale erano un ricordo dell’antica semplicità; […] rivogliamo i pifferari!

E, da parte mia, buon inizio di Avvento a tutti!

7 pensieri su “[Pillole di Storia] I pifferai del Natale

  1. sei in ritardo di due domeniche per noi ambrosiani ;)
    comunque quest’anno mi sono superato… 1^ d’avvento, il 15 novembre, in ambrosiano (nella mia parrocchia) e, ieri, in romano (a Firenze) :o)

    • Domenica, a Messa, seduti nel banco dietro di me c’erano due turisti milanesi in vacanza a Roma che, a inizio della Messa, avevano espresso una sommessa perplessità per i nostri festeggiamenti di inizio Avvento, prima di realizzare che… sì: a voi piace farlo strano, ma nel resto del mondo l’Avvento è appena iniziato :-PPP

    • A me, invece, è successo l’anno scorso di fare due volte la prima d’Avvento (in parrocchia e in ritiro a Stresa, perché io e compagni abbiamo seguito la Messa d’orario). Quest’anno, invece, è successo con Cristo Re perché sono dovuta partire per Portici: al mattino non sono potuta andare in parrocchia, così, appena arrivata, mi sono fiondata in una chiesa per la Messa vespertina.

      Ciò detto, aggiungo che ho visto gli zampognari ancora pochi giorni fa, mentre cercavano di farsi aprire in un palazzo.

    • Io invece quest’anno sto facendo un altro Avvento ancora, perché (NON per tendenze filo-lefebvriane!, ma perché sono stata invitata da un appassionato della Messa V.O. e ho deciso di accompagnarlo volentieri) ultimamente sto frequentando le Messe domenicali in forma straordinaria, come dicevo sotto rispondendo a Ilaria. Qui vicino c’è una chiesa (papista ;-), ovviamente) che offre questo “servizio”, e tutto sommato mi sta facendo piacere approfittarne: di tanto in tanto, la Messa “in latino” mi piace.

      Ergo: le “mie” letture sono ancora diverse da quelle ambrosiane e da quelle romane “ordinarie”, e anche la domenica di Cristo Re per me è caduta in un momento ancora diverso rispetto a quella milanese e a quella “normale”.

      LOL, quante diversità… :-D

  2. Bei tempi quando il calendario dell’Avvento era scandito dai tuoi post! :-) Be’, ci rifaremo poi, con le curiosità che stai rintracciando lì a Roma (hai ragione, quando per forza di cose non si è distratti da internet, si ha molto più tempo e concentrazione per il resto). E comunque, dopo che per vari motivi nel recente passato hai mancato alcuni eventi fondamentali, sono contenta che stavolta, per l’apertura dell’Anno Santo, sei addirittura lì, in loco! La rivincita di Lucyette! Buon lavoro e buon Avvento!

    • Sìììì, è vero!!
      Se mi avessero detto, anche solo un mese fa, che sarei stata a Roma nel giorno di apertura del Giubileo, avrei preso per idiota la sfortunata veggente latrice di tale profezia. E invece… :-D
      Mi sto davvero godendo molto il clima “giubilare” (e tutti i bonus che offre una città come Roma a chi ha interessi in materia religiosa. Credo di aver lasciato mezzo stipendio alla Libreria Vaticana con i suoi titoli interessantissimi; credo di aver visto più chiese e reliquie in questi giorni che in tutto il resto della mia vita; sto facendo un po’ di esperienze nuove, tipo togliermi lo sfizio di partecipare con frequenza alla Messa in forma straordinaria (che, senza nulla togliere alla Messa post-conciliare!!, non posso non amare, da brava amante della Storia della Chiesa in generale…)
      Devo dire che è stata una bella rivincinta, sì :-D

      Dopo lunghe riflessioni, abbiamo deciso (io e alcuni miei potenziali accompagnatori) di non andare, domani mattina, alla cerimonia di apertura del Giubileo: abbiamo paura di rimanere presi nella calca e di metterci ore e ore per tornare a casa fra mille disagi. Pavidi che non siamo altro… ;-)
      Ma dovrei riuscire a partecipare domani a un paio di altre iniziative per l’inizio del Giubileo, e la sera, se non c’è troppa confusione, andremo anche a buttare un occhio sugli spettacoli di luce che hanno annunciato in piazza San Pietro.

      (A questo punto la gente che legge sarà tentata di dire “ecchissene…?”, ma io sono così esaltata dalla cosa che volevo raccontarlo a qualcuno :-P)

  3. Pingback: Per un Natale “giubilare” (ovverosia: idee-regalo dell’ultimo momento, profittando dell’Anno Santo) | Una penna spuntata

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