La Madonna? Profuma di cannella

Non ricordo, di preciso, quale libro stessi leggendo quando ho fatto la scoperta: la Vergine Maria profuma di cannella.
Ricordo benissimo, però, la reazione che ho avuto alla notizia: un sorriso da parte a parte, di quelli che nascono dal cuore. La cannella è, da sempre, uno dei miei profumi preferiti; mi basta sentirne un aroma lontano, che nella mia mente si formano immediatamente immagini di salotti tiepidi illuminati a festa nel freddo inverno; torte di mele che lievitano in forno; biscottini di Natale pronti per essere offerti ai parenti che vengono a far visita. Il “mio” profumo invernale per eccellenza sa di cannella e di un sacco di altre cose buone… e ricordo di aver sorriso come una cretina, al pensiero di Maria che, prima di uscir di casa, prende in mano la boccetta dorata e si spruzza lo stesso profumo.

Ebbene sì.
Non so cosa possano testimoniare, sull’argomento, le veggenti che hanno avuto il dono di vivere un’apparizione mariana… ma posso sicuramente dire che gli uomini del Medioevo manifestavano un consenso unanime: la Madonna emana il profumo della cannella.
E con lei, anche tutti i santi del Paradiso, sol per quello.

Non si sa di preciso come sia nata quest’associazione – che, peraltro, è anche molto curiosa, visto che, nel Medioevo, la cannella era ritenuta un potentissimo afrodisiaco: quasi una spezia che porta alla lussuria.
Uno sarebbe portato ad aspettarsi un’associazione diversa: chessò, un dignitoso profumo di fiori; un più ieratico aroma di incenso. Ma invece no: gli uomini del Medioevo erano concordi – la Madonna, il Paradiso, e tutti coloro che vi abitano, profumano del profumo delizioso della cannella.

Chissà perché proprio la cannella, poi, fra tutte le spezie che esistono nel vasto mondo.
D’accordo, è citata in alcuni passi della Bibbia: nell’Ecclesiaste si dice che la Sapienza sparge tutt’intorno il suo profumo, così come fanno la cannella e la resina degli alberi; nel Cantico dei Cantici, il vento sparge profumo di cannella e di spezie nel giardino della sposa, mentre lei, impaziente, attende il suo amato.
Aggiungiamoci pure che la cannella ha un profumo molto caratteristico, difficilmente confondibile con quello di altre spezie, e non trascuriamo l’ovvia considerazione che, nel Medioevo, le spezie erano preziose e ricercate non banali ingredienti da cucina che le nonne versano nell’impasto per insaporire la torta alle mele.
Ma forse, la popolarità della cannella quale “spezia del Paradiso” deriva dalla figura mitologica dell’araba fenice: ebbene sì. La leggenda dell’uccello che rinasce dalle proprie ceneri cominciò molto precocemente ad essere letta, in ambito cristiano, come una metafora della resurrezione di Cristo. E caso vuole che, secondo il mito, la fenice muoia abbandonandosi alle fiamme, in un nido fatto di mirra… e di rametti di cannella.

Sarà per questo, sarà per gli strani scherzi della Storia, ma la convinzione nasce, si radica nell’immaginario collettivo, e sopravvive, tenace, per diversi secoli. Il proverbiale odore di santità che accompagna la Vergine Maria è unanimemente identificato come aroma di cannella; ha lo stesso profumo anche il sangue di Gesù Cristo, spesso paragonato al vino speziato che il padrone di casa versa generosamente nelle coppe dei suoi ospiti, senza chiedere nulla in cambio.
Il profumo di cannella diventa un topos di numerosissime agiografie: i santi martiri bruciati sul rogo non emanano cattivo odore, ma anzi profumo di spezie e di incenso; i macilenti santi bassomedievali, costretti a letto da una malattia o immobilizzati in una cella sporca per la loro scelta eremitica, non sanno di “corpo malato” – profumano anzi di cannella.
E profuma di spezie anche il Paradiso stesso: lo dice esplicitamente l’apocalisse apocrifa di Pietro; il popolarissimo Libro di Enoch rincara la dose, precisando che, in Paradiso, si sparge un delizioso profumo di spezie tutte le volte che gli angeli sbattono le ali.

L’immagine, indubbiamente suggestiva, fa presa nell’immaginario medievale: si fa strada l’idea che, giunti in Paradiso, i beati saranno ricompensati per la loro buona condotta con un eterno banchetto celeste al cospetto dell’Onnipotente.
Piatto forte? Cibo prelibato di ogni genere, aromatizzato con cannella e spezie: ingredienti, questi, amatissimi dal gusto medievale.

***

È solo una piccola curiosità pour parler, che lascia il tempo che trova. Ma a me ha scaldato il cuore fin dalla prima volta che l’ho letta, e continua a far sorridere come una cretina tutte le volte che ci penso – soprattutto di questi tempi, nei giorni di Natale.
Perché mi piace così tanto immaginare il Paradiso come una grande casa piena di luce decorata per le feste, con una grande famiglia felice e in armonia in cui tutti quanti i figli, finalmente, si radunano attorno alla loro Mamma… e, per festeggiare, preparano assieme a lei i biscottini alla cannella riservati alle grandi occasioni.

3 pensieri su “La Madonna? Profuma di cannella

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