“Ma come mi vesto?” (se fa terribilmente caldo, sei giovane e bella, e hai un rosario nella borsetta)

Dunque.
Non per fare ironie, ché non c’è assolutamente niente da ridere, ma per illustrare fedelmente lo status quo: siamo praticamente all’inizio di agosto, e tutto il mese di luglio è stato un continuo succedersi di tragedie.
Io, è dalla prima settimana di saldi che avevo in cantiere questo post modaiolo, ma ogni volta che mi accingevo a pubblicarlo ne capitava sempre una: sgozzamenti, sparatorie, colpi di stato, morti di massa, ‘na disgrazia dopo l’altra. E ovviamente mica ti metti a parlare di moda femminile mentre c’è in giro una moltitudine di gente che piange sul cadavere ancora caldo di suo figlio morto ammazzato: no?
Ed è così che la pubblicazione di questo post ha continuato ad essere rimandata, e rimandata, e rimandata e rimandata ancora, in attesa di tempi migliori…
…che però, a quanto pare, non stanno arrivando, e intanto siamo già a agosto, e, se aspetto ancora un po’, si perde l’utilità di questo post.

E siccome invece, a questo post, un po’ di utilità ci terrei a dargliela ancora, getto la spugna e lo pubblico così, fatta la doverosa premessa. Magari non ci si aspettano frivolezze femminili da un blog cattolico in giorni come questi, ma… spero che l’indelicatezza non offenda nessuno.

***

Basta sintonizzarsi su un qualsiasi telegiornale (appunto) per notare che – come dire – ci sono problemi più gravi a questo mondo.
Nella piena consapevolezza che questa mia fissazione tocca un aspetto assolutamente marginale (marginale anche nel modo di vivere il cristianesimo, dico), io, anche quest’estate, torno alla carica, riproponendo il tema del pudore cristiano nel vestire.
Qualche settimana fa, in Rete, ha fatto parlare di sé questo video dei Purex, in cui la povera Stefania esprimeva la frustrazione provata in un negozio di vestiti femminili, alla ricerca di un paio di pantaloncini: tutte le offerte consistevano in shorts cortissimi, attillatissimi, sexyssimi.
E che ha da fare una povera donna che – per citare Stefania dei Purex – vorrebbe vestirsi in maniera “decente”, indossando pantaloni “che siano più lunghi di un paio di mutandine”?

Il video, appunto, ha creato un certo scalpore, suscitando commenti tipo “ambeh! Io indosso sempre gli shorts, e non per questo mi sento una cattiva cristiana”.
Certamente no; ma, ad esempio, per quanto riguarda, la mia formazione cristiana mi ha trasmesso, tra le tante cose, anche questa: un elevato senso del pudore. Andare in giro “troppo scoperta”, semplicemente, è una cosa che non mi va. Non dico che sarei automaticamente una cattiva cristiana se andassi in giro con bikini inguinali… ma dico che il mio modo di vivere la mia fede passa anche attraverso l’evitare i bikini inguinali.

Il fatto gli è, che per tutte le signore che hanno una sensibilità simile alla mia, non è sempre così facile trovare in commercio abiti carini, alla moda, e che non lascino troppo scoperte. Soprattutto d’estate, per fare shopping, devi letteralmente fare lo slalom tra gli espositori, sperando di trovare qualcosa che risponda ai tuoi criteri di modestia… e che, possibilmente, non ti faccia sembrare Nonna Abelarda.

E così: dopo un primo post sul tema, pubblicato quasi per caso per aiutare una amica (e che, con mia grande sorpresa, è diventato il mio post più letto di sempre); dopo un secondo post sullo stesso argomento che ha ottenuto un riscontro non minore, eccomi qui, per il terzo anno consecutivo, a dare qualche “dritta” a tutte le signore che vorrebbero approfittare degli ultimi giorni di saldi, ma si sentono un po’ disorientate nell’entrare nel negozio-medio.
Ecco dunque alcuni miei consigli, corredati da alcune proposte concrete tratte dalle collezioni P/E 2016 delle principali marche low-cost. Con un po’ di fortuna, e con una giornata di shopping last minute, potreste ancora trovare in negozio gli stessi identici vestiti di questo post… addirittura, in saldo!

1.      Sfrutta la moda del momento: i maxi dress!

Io amo gli abiti lunghi. Possono avere uno stile sportivo, zingaresco, romantico, tribale, ma fatto sta che io li amo follemente: avere una gonna lunga fino alle caviglie che ondeggia ad ogni passo mi fa tanto ‘signorina bene di fine Ottocento’.
Ci sono stati alcuni anni gloriosi, quando ero alle scuole medie, in cui le gonne lunghe andavano di gran moda (anche d’inverno; anche in città). Adesso, mi sembra che questa moda stia tornando per molti versi, e io non potrei esserne più felice.

Ai fini di questo post, io trovo che i maxi dress siano davvero un’ottima soluzione per essere eleganti, alla moda, e “modeste” allo stesso tempo. Se la gonna è sufficientemente ariosa, il vestito non tiene caldo; in compenso, la gonna lunga protegge – ovviamente – da sguardi indiscreti, scosciature impreviste, venticelli malandrini.
I vestiti lunghi, ad esempio, per me sono un must per le passeggiate in riva al mare nei giorni super-ventosi.

E poi, davvero, non sono così deliziosamente femminili?

Vestiti lunghi moda casta 2016

1: Vestito lungo multicolor Anna Field (€ 40,00 – non in saldo)
2: Vestito turchese Oysho (€ 25,99 in saldo)
3: Vestito lungo Benetton (€ 36,00 in saldo)
4: Abito stampa studio Zara (€ 19,99 in saldo)
5: Maxiabito H&M (€ 14,99 – non in saldo)
6: Vestito estivo Mint & Berry (€ 45,50 in saldo)

2.      Sfrutta la seconda moda del momento: il boho-chic!

Questa la amo ancor più dei maxi-dress.
La moda di quest’estate mi sta dando tantissime soddisfazioni: per una come me (sostanzialmente, una donna vittoriana in pectore) risultano irresistibilmente deliziosi tutti questi vestitini chiari di cotone traforato, sangallo, pizzi e ricamini ton su ton. Quest’anno va davvero tanto di moda il “boho chic”, “country chic”, o come vattelappesca lo chiamino le fashion blogger: insomma, questo stile romantico e retrò che richiama i vestitini estivi della moda di fine Ottocento.

Se ti ispiri a quello stile, ovviamente non puoi creare un vestito romantico, retrò, ottocentesco, e sfacciatamente sexy, quindi il risultato è che gli stilisti hanno immesso sul mercato una vasta serie di abitini deliziosamente casti e femminili.
Probabilmente un po’ stucchevoli per chi non ama il genere, ma assolutamente da sfruttare per chi, invece, si rispecchia molto in questo stile.

Stile Boho Moda casta 2016

1: Vestito estivo Mint & Berry (€ 39,00 in saldo)
2: Vestito estivo Little White Lies (€ 61,75 in saldo)
3: Vestito estivo Mint & Berry (aridaje) (€ 36,00 in saldo)
4: Abito con inserto traforato Mango (€ 17,99 in saldo)
5: Copricostume smanicato OVS (€ 12,00 in saldo)
6: Caftano ricamato Zara (€ 69,95 – non in saldo)

3.      Sii grintosa con un look tribale!

Va bene tutto, ma io ho in mente alcune amiche che, se le vedessi in un vestitino bianco di pizzi e trine svolazzanti, mi verrebbe un attacco di risate che durerebbe mezza giornata. Uno stile come quello di cui sopra può andar bene per molte ragazze, ma decisamente non per tutte.
A tutte le signore che sono abituate a uno stile più casual e “grintoso”, io potrei suggerire di dare un’occhiata alle proposte che si ispirano alla moda etnica. Sfogliando i cataloghi delle catene di abbigliamento, ho notato che anche questo è uno stile che quest’anno va molto, con ispirazioni più o meno marcate a seconda dei casi.

Vestiti di questo tipo, ad esempio, io me li vedo molto bene per una che, essendo in vacanza al mare, vuole un look decisamente “vacanziero” ma vuole anche evitare la solita accoppiata “shorts e canottiera”. Tra stampe paisley, tuniche ricamate, ispirazioni orientali e tessuti grezzi, direi che c’è davvero un vasto campionario che va bene un po’ per tutti i gusti.

Stile etnico moda casta 2016

1: Tunica lunga a stampa etnica Zara (€ 12,99):
2: Tunica con ricamo Oysho (€ 69,99 – non in saldo)
3: Abito con stampa indios Yanamay (€ 39,99 – non in saldo)
4: Vestito estivo Mint & Berry (€ 35,00 in saldo)
5: Abito fantasia Laura Clement (€25,99 in saldo)
6: Abito lungo con scollo a V OVS (€ 20,00 in saldo)

4.      Vai sul sicuro con un maxi-shirt

“Maxi-shirt” sarebbe, tenicamente, un vestito femminile disegnato in maniera da sembrare un camicione molto lungo, o una T-shirt molto lunga e molto larga.
Anche lì: sicuramente esiste il modo di rendere sexy e provocante un camicione lungo e largo; però, è statisticamente probabile l’eventualità di trovare anche vestitini semplici, pudichi e casti, cercando tra gli abiti che hanno questo stile.

Alcuni (a mio gusto) rischiano di fare l’effetto “sacco di patate”; altri (a mio gusto) sono deliziosi nella loro semplicità. Il primo vestito di questa selezione, ad esempio, io l’ho comperato per davvero!

Maxi T-Shirt Moda casta 2016

1: Abito in popeline Zara (€ 19,99 in saldo)
2: Vestito dritto Promod (€ 14,97 in saldo)
3: Abito Mango (€ 6,49 in saldo!!)
4: Vestito chemisier Zara (€ 17,99)
5: Camicia in lino Oysho (€ 22,99 in saldo)
6: Vestito Vila (€ 32,50 in saldo)

5.      E in generale: sfrutta stampe, colori accesi, tagli non banali

Chiaramente non sto dicendo che tutte le donne cattoliche dovrebbero adottare, nel vestirsi, i miei stessi standard di modestia. Però, alla domanda esplicita “ma precisamente, Lucia, quali sono i criteri con cui tu scegli i tuoi vestiti?”, io rispondo: “compro solo vestiti coi quali – per capirci – potrei entrare a San Pietro”.
Ovverosia: non mi sento a mio agio con i pantaloncini corti, non mi piace andare in giro con le spalle scoperte, non ho mai indossato una minigonna in vita mia, e se ho una scollatura troppo profonda la “tampono” con un sottogiacca.
Qualche eccezione a queste “regole” la faccio in vacanza al mare, ma manco tanto, in realtà: per il resto, d’estate vado sempre in giro con una combo di gonne al ginocchio e mezze maniche.
(Pantaloni ne uso? No. Non perché abbia niente contro i pantaloni, ovviamente!, ma perché d’estate mi tengono un caldo della malora e preferisco di gran lunga le gonne, infinitamente più ariose).

Obiettivamente, non è proprio facilissimo trovare vestiti che rispondano ai requisiti di cui sopra. Però, qualcosa del genere farebbe anche piacere avercelo nel guardaroba (se non altro per poter entrare in chiesa senza dover almanaccare ogni volta con foulard e golfini per coprirsi alla bisogna).
Fortunatamente, qualche abito con queste caratteristiche si trova per davvero. E con un po’ di fortuna, si trovano anche modelli che non ti facciano sembrare un’impiegata di banca appena uscita dall’ufficio o una nonnetta che porta particolarmente bene i suoi settant’anni. A mio modo di vedere, basta cercare qualche abito dal taglio particolare (e/o con una bella stampa colorata), e l’effetto noia è scongiurato!

Mezze maniche Moda Casta 2016

1: Vestito estivo Doroty Perkins (€ 39,20 in saldo)
2: Abito stampato apertura spalle Zara (€ 19,90 in saldo – no, non entro in chiesa con gli spacchi a mezza coscia; li ricucio)
3: Vestito di maglina Desigual (€ 52,00 in saldo)
4: Vestito incrociato Promod (€ 13,48 in saldo)
5: Vestito ricamo svizzero Oysho (€ 39,99 – non in saldo)
6: Vestito Tie-Dye Zara (€ 17,99 in saldo – no, non entro in chiesa nemmeno con le gonne di quella lunghezza, ma se siete un po’ più basse della modella il vestito diventa più accettabile)

***

A stretto giro di…post, pubblicherò anche la seconda parte della rassegna: quella dedicata alla vexata quaestio “ma come ha da vestirsi, una donna cattolica in vacanza al mare?”. Bikini no perché si va all’inferno, costume intero nì perché è più casto, tutte coperte col burqini per star sicure…?

Nel frattempo – visto che questa categoria di post riceve sempre migliaia di visualizzazioni, ma quasi sempre nessun commento! – io sarei davvero curiosa di sentire la vostra opinione, se passate di qui e siete interessante (o interessati) al tema.

È davvero così importante che una donna cattolica badi (tra le mille altre cose) (anche) al modo in cui si veste, oppure queste sono un po’ fissazioni vecchio stampo, e, al giorno d’oggi, con quel che si vede in giro, è stupido fossilizzarsi su ‘ste cose (ché tanto ci siamo assuefatti a ben altre nudità, e un paio di shorts inguinali non li nota più nessuno)?

Ma d’altro canto: è proprio così vero che un paio di shorts inguinali non li nota più nessuno, o è vero che certi “abiti non adatti” possono rendere più difficile, per la controparte maschile, esercitare la purezza nello sguardo e nel pensiero, come emergeva da una Modesty Survey condotta anni fa negli USA?

Come già sapete se mi leggete da un po’ di tempo, io personalmente mi situo tra i due estremi.
Se tu, uomo che passi di lì per caso, mi vedi in minigonna, e ti giri a guardarmi le gambe, e poi ci fai pure pensieri impuri, con tutta evidenza sei tu che sei un maiale.
Però, sapendo che, per l’appunto, siamo tutti quanti maiali (e/o variamente peccatori)… io, personalmente, in giro in minigonna non ci vado.

Voi?

13 pensieri su ““Ma come mi vesto?” (se fa terribilmente caldo, sei giovane e bella, e hai un rosario nella borsetta)

  1. Adoro questi tuoi post! Appena ho visto che ne avevi pubblicato un altro ho saltellato dalla gioia.
    Personalmente credo che un discorso sulla modestia vada fatto, anche se mi rendo conto che ci possano essere questioni più urgenti.
    Personalmente ho studiato la questione in lungo e in largo ma ho trovato due problemi:
    1. Come parlare di modestia senza farla diventare: “copriti se no il tuo prossimo fa brutti pensieri”? È davvero solo questa la modestia?
    Devo dire che non sono una fan della Modesty Survey, non ho problemi con l’idea di usare carità nei confronti degli uomini nella mia vita non sottoponendoli a tentazioni inutili ma credo che quella ricerca dimostri quello che l’insegnamento sulla modestia può diventare se non si sta attenti: la ricerca non è più online ma si trovano sul web gli screenshot i commenti degli uomini alle risposte (nella ricerca ogni uomo doveva rispondere su quanto era d’accordo con una frase e poi poteva lasciare un commento a proposito) e alcuni scrivevano cose tipo “se si veste in un certo modo è perché vuole che gli uomini la guardino”, “se si veste in maniera immodesta allora perde ogni diritto a che gli uomini la rispettino”.
    2. Come capire cosa è modesto e cosa no? Io posso dire che regole seguo io, ma ho visto così tante opinioni a proposito (i protestanti ci si sono spaccati la testa su più di me) da rimanere un po’ confusa. Ci sono degli standard oggettivi? Un minimo?
    Spero che tu abbia idee un po’ più chiare delle mie!! (E scusa per il papiro!)

    • Quanto sono contenta di sapere che questi temi interessano! :D

      Parto dalla seconda domanda: eh.
      Degli standard oggettivi, delle indicazioni di massima, qualche criterio base su cui riflettere, servirebbe anche secondo me. Non dico da parte della Santa Sede (…che pure, a suo tempo lo faceva!), ma ecco… non so: un qualche buon parroco che, tra i tanti temi da proporre ai ragazzi dell’oratorio, dia qualche suggerimento esplicito anche su questo tema? No, eh?
      Di standard “ufficiali” non ce ne sono, che io sappia: l’unico che esiste, e che ogni tanto circola anche online, è datato 1913, se non ricordo male. Molto pittoresco, ma, ehm, poco applicabile nella realtà.

      Io ho avuto l’esperienza personale di frequentare un liceo cattolico, dove gli studenti erano tenuti a rispettare un codice di abbigliamento ben preciso… che poi ho mantenuto nel corso del tempo: niente spalle scoperte, gonne fino al ginocchio (se indossi la gonna), e niente bizzarrie tipo jeans strappati, crop top, eccetera.
      Ché sono poi, a ben vedere, gli stessi criteri a cui ci si deve (o dovrebbe) attenere prima di entrare in chiesa.

      Nel dubbio, a me sembra che una buona filosofia di vita possa essere quella per cui ti vesti nella vita quotidiana allo stesso modo in cui ti vestiresti per andare in chiesa. Però boh, è una mia interpretazione, eh. A me, ad esempio, è rimasta la fissa delle spalle coperte dagli anni del liceo, ma è evidente che una graziosa blusa senza maniche non è di per sè indecente o “troppo spinta”.
      Eppure l’unico standard semi-oggettivo, oggigiorno, è quello che dice come vestirsi per entrare in chiesa (…ché poi, anche lì ne vedi di ogni, specie a matrimoni e cerimonie varie).

    • Prima osserazione.
      Noooo, la Modesty Survey non è più disponibile online?!
      Ma noooo!
      Ma come?
      Ma perché??
      Buaaaaahhhh!

      Posso immaginare il tipo di screenshot che hai trovato online, ma in realtà la mia impressione globale della Modesty Survey era stata molto positiva. C’erano anche i commenti che hai letto tu (sgradevoli, da condannare… eppure anche molto significativi, se vogliamo), ma c’erano anche molti (moltissimi) commenti da parte di bravi ragazzi con le idee a posto. Tipo quelli che citavo io nel post, per capirci. L’immagine globale che emergeva non era “se ti metti la minigonna sei una poco di buono”; no, assolutamente.
      C’erano anche opinioni di questo tipo, ma io francamente me le ricordo come minoritarie.

      La Modesty Survey secondo me era molto interessante perché rispondeva a una domanda che io in effetti mi sono posta per davvero: “ma in fondo in fondo, i maschi se ne accorgono davvero, di un vestito troppo succinto?”. Cioè: in questa società ipersessualizzata in cui viviamo, in cui si vedono donne nude ad ogni angolo della strada e ad ogni cambio di canale TV, è mai possibile che il tizio che mi vede in pantaloncini venga seriamente turbato dall’immagine?
      Apparentemente sì, a quanto emergeva dal sondaggio, e per me era stata una scoperta interessante. Così come avevo trovato interessanti alcuni dati, pur sgradevoli, tipo quelli per cui la maggioranza degli intervistati non riusciva a immaginarsi sposato con una ragazza che indossa abiti succinti (però riusciva a immaginarsi nell’atto di freqentarla per un po’, senza impegno). Non molto cavalleresco da dire… però, significativo, sotto un certo punto di vista.

      Però è vero che questo è solo un aspetto del problema; un aspetto anche minoritario, se vogliamo.
      Io, non è che mi vesto in maniera “casta” solo per non suscitare pensieri impuri nei maschi: c’è anche questa componente, ok, ma in effetti non è il mio problema principale.
      Hai ragione che è difficile far passare questo concetto, perché faccio fatica ad esprimerlo persino per quanto riguarda me. Se io mi vesto in maniera “casta”, in effetti, lo facco anche e soprattutto per me; continuerei ad andare in giro vestita alla stessa maniera anche se fossi circondata da sole donne, o da soli gay, o da soli maschi completamente ciechi. Per dire :-P
      E’ in effetti una questione di “dignità” personale, anche se non mi piace usare il termine “dignità” perché poi sembra di dire che chi si veste in maniera diversa è poco dignitosa. Ma ecco: è una questione di decoro e di dignità personali, di “sentirsi a posto”, di riservatezza: un mix di tutte queste cose e in effetti di molte altre, che non riesco nemmeno a individuare.
      Però è vero: la questione per me non è “copriti sennò il primo che passa fa pensieri impuri”. Dei jeans strappati o dei vestiti marcatamente sexy non li indosserei a prescindere, nemmeno in una festa privata tra sole donne.

      Uhm.

      In effetti bisognerebbe puntare soprattutto su questo, io credo, per spiegare il valore del pudore cristiano nel vestire… però, se manco noi “pudiche” sappiamo spiegarci esattamente… :-D

  2. Ciao! Il tema dello stile nel vestirsi mi incuriosisce tanto. Ho letto con piacere i tuoi post sulla “modest fashion”. Conosci qualche blog sulla moda maschile? Grazie per le tante curiosità che proponi!

    • Ciao Michele! Benvenuto su questi… schermi, sono molto contenta che il tema ti interessi!
      Sarei curiosissima di conoscere il tuo parere da uomo sul problema/opportunità/necessità (?) della “modest fashion”, ma capisco anche molto bene che sia potenzialmente imbarazzante mettersi a discutere di questi temi essendo un maschio circondato da commentatrici donne, quindi vedi tu ;-)
      Interessantissimo però (e bello!) il fatto che anche un uomo si interessi a cercare letture simili, ma sulla moda maschile. In effetti il problema non è mica solo femminile!

      Dunque: di blog sulla modest fashion maschile, io non ne conosco, anche perché in effetti il problema più grosso si pone con gli abiti femminili, oggettivamente. Però, così, su due piedi, mi verrebbe da consigliartil il (meraviglioso!) blog “The Catholic Gentleman” (il titolo è già tutto un programma), che, fra millemila altri aspetti, ogni tanto parla anche di moda maschile in relazione alla vita di fede cattolica.
      Ad esempio mi ricordo questo bel post sul come vestirsi, da uomo, per andare a Messa, ma spulciando tra gli archivi dovresti trovare anche altri articoli dedicati all’abbigliamento maschile. Non tantissimi altri, ma qualcuno sì, me lo ricordo!

      The Catholic Gentleman peraltro è un blog per cui io STRAVEDO. Lo consiglio a te, se non lo conoscevi già, ma anche a tutti i maschi di passaggio… e pure alle lettrici femmine!
      Peraltro ogni tanto offre alcuni interessanti articoli tipo “come dovrebbe comportarsi il Perfetto Marito Cattolico” che possono anche avere una certa utilità pratica per noi femminucce, se sappiamo rigirarli al nostro lui come utili e soprattutto disinteressati spunti per agevolarlo nella sua maturazione cristiana… ;-P ;-P ;-P ;-P

      • Trovo interessante parlare di tutto ciò che abbia a che fare col buon senso, per me non è imbarazzante. Ho già spulciato un po’ il sito che mi hai suggerito. Non esiste niente di equivalente in lingua italiana (da quello che ho potuto vedere!). Pochissime donne (ragazze e non più giovani) sono attente ormai a un abbigliamento che rispetti la propria dignità (ma il problema esiste anche per noi uomini!).

      • Sì, anch’io ho l’impressione che non ci siano in Italia omologhi di The Catholic Gentleman.
        E secondo me invece ci sarebbe un bel pubblico per un blog di questo tipo: in Italia è pieno di blog – anche di successo – dedicati alle dotte cattoliche, ma di blog dedicati ai maschi cattolici in quanto tali… niente. E dire che secondo me alcuni articoli di Catholic Gentleman sono davvero belli e utili e illuminanti!

        Sempre sullo stesso genere segnalo anche Good Guy Swag, assolutamente da leggere, previo l’avviso che il blogger, a quanto ho capito, non è cristiano cattolico: è protestante.
        Va beh: sempre interessantissimo lo stesso ;-)

  3. Io ADORO questi tuoi post! Mi fanno molto riflettere e mi danno moltissimi spunti interessanti! Peraltro questo cade a fagiolo: domani vado a fare compere, dato che tra circa un mese mio fratello compirà 18 anni e… MI SERVE UN VESTITO.
    Do la mia opinione: io mi sono “convertita” relativamente da poco e il mio guardaroba, pur non essendo un insieme di abiti da femme fatale – anzi – non può considerarsi del tutto modesto. Ho alcuni abiti sopra al ginocchio (con cui non entrerei in chiesa) e a spalle scoperte (di solito ci metto dei coprispalle ma l’estate QUI fa veramente caldo e potrei sentirmi male!). Il “problema” sorge anche al mare. Ho solo bikini, casti, ma pur sempre bikini. :D
    Ora, sinceramente non me la sento di buttare tutto e ciao, mi sembrerebbe uno spreco, e nemmeno di dare alla Caritas abiti ehm… che io non metterei più per altri motivi che non siano “non mi piace più il colore” e trovo anche difficoltà a dominare il mio istinto di compratrice quando vedo un bell’abito MA senza maniche o più corto del ginocchio. Purtroppo la mia taglia non è nemmeno facile da trovare e vestire (motivo per il quale sono a dieta da una vita… conto di riuscirci prima o poi!).
    Una sola parola: AIUTO.

    • Come è andato lo shopping? A questo punto son curiosa… ;-)
      Non ho fatto in tempo a rispondere prima, ma nel caso ti avrei consigliato Mango, che, a mio modo di vedere, quest’anno aveva alcune cose veramente DE-LI-ZIO-SE per occasioni eleganti e affini. Son curiosissima di sapere, però, se e cosa hai trovato :-D

      Uh! Bell’argomento che hai tirato fuori: come “aggiustare” un guardaroba in cui adesso non ci sentiamo più a nostro agio. Ovviamente concordo sul fatto che buttare via tutto è uno schiaffo alla miseria; sarebbe bello però riuscire a rimediare in qualche modo a vestiti che mettevamo una volta e che adesso non ci piacciono più così come sono.

      Io quale ideuzza ce l’avrei. Io non ho mai avuto il tuo problema nella declinazione che dici tu, però mi è capitato di prendere un vestito magari troppo corto, o magari troppo scollato, ma che mi piaceva tantissimo e/o aveva un prezzo stracciato. Sono sempre riuscita a “rimediare”, o da sola o portandolo da una sarta che, per pochi euro, facesse le modifiche al posto mio.
      Ovviamente non si può fare con tutti i modelli, ma con alcuni sì, e qualche trucchetto per sistemare vestiti “non adatti” io l’ho trovato, nel corso degli anni.

      Fra un po’, perché non vorrei nemmeno trasformare il mio blog in un blog a tema, ma farò un post in cui elenco le soluzioni che ho trovato mio, magari fotografrando direttamente il mio guardaroba!
      Ehi, mi hai dato una idea! :-D

      • Lo shopping è andato male, purtroppo. Non ho trovato nulla… ma nei prossimi giorni tornerò a cercare. Non sono passata da Mango! :(
        Però ti terrò aggiornata! :D
        Grandissima! Fantastica idea! E il fatto di aver contribuito un pochino mi rende ancora più felice! Anche perché ultimamente mi è venuto lo schiribizzo di imparare a cucire ma, ehm… non ho mai preso un ago in mano. :D
        Perciò sì… cercavo idee. Aspetto con ansia! :D

  4. Pingback: “Ma come mi vesto?” / 2: la modestia sul bagnasciuga | Una penna spuntata

  5. ciaoooo!! D: davvero il sondaggio di modesty survey non c’è più ???? mi sarebbe piaciuto tanto leggere le domande e le risposte.
    Premetto che per lungo tempo sono stata anni luce da vestirmi modestamente in ogni contesto. Da questo vissuto ti posso assicurare che gli uomini se ne accorgono di come ti vesti: sicuramente non si ricorderanno il colore della maglietta o se la gonna era a palloncino o plissè, ma se si vedono le cosce o ti arriva il ginocchio lo notano eccome.

    • Beh, sì: che se ne accorgano, sì. Ogni tanto mi chiedo però fino a che punto la cosa gli faccia effetto – nel senso: io in spiaggia in bikini in ci vado, ma non riesco a valutare se davvero oggigiorno un ragazzotto del 2016, abituato a vedere di tutto e di più a ogni ora del giorno e della notte, possa davvero rimanere turbato (diciamo così) da una bella ragazza in bikini nell’ombrellone accanto al suo.
      Boh?
      Probabilmente sì, mi si dice di sì e io ci credo, mica so’ maschio, ma ogni tanto anch’io mi domando – come tanti – se non ci sia stata una sorta di anestetizzazione causata dal fatto che ormai si vede di tutto e di più ad ogni angolo della strada.

      (Proprio per quello mi piaceva tanto la Modesty Survey, mannaggia! Perché poteva queste domande direttamente ai maschi!)

      Io comunque nel dubbio i bikini (& similari) non me li metto, un po’ per i maschi e un po’ per me ;-)

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