“Ma come mi vesto?” / 2: la modestia sul bagnasciuga

Sarà almeno da una decina d’anni che ogni estate vado in vacanza al mare… senza mai mettere piede spiaggia e senza mai buttarmi in acqua.
Non lo faccio perché ho problemi coi costumi da bagno! Semplicemente, in questa fase della vita, preferisco dedicarmi ad altre attività (tipo passeggiate nell’entroterra, rigorosamente all’ombra, e possibilmente in bassa stagione). Non sono mai stata un “tipo da spiaggia”.
Purtuttavia, se in un domani dovessi decidere che ho di nuovo voglia di passare le giornate sul bagnasciuga, ammetto candidamente che procurarmi un costume da bagno potrebbe costituire un grosso, grosso problema.

Prosegue con questo post il discorso, che avevo avviato nei giorni scorsi, circa il pudore cristiano nel vestire. E qui veniamo alla vexata quaestio che, ogni estate, infiamma i gruppi dedicati alla purezza e alla castità: ma come ha da vestirsi, una donna cristiana in vacanza al mare?

Dal mio punto di vista, si vesta un po’ come le pare. Se ci tieni all’abbronzatura, amica mettiti il bikini e vai con Dio. Se ne facciamo un discorso di “copriti sennò la gente fa brutti pensieri”, io non credo proprio che, oggigiorno, i maschi si turbino per la vista di una donna in bikini in spiaggia (!). Peraltro, esistono sicuramente dei bikini molto “casti”, con mutandine sufficientemente alte e reggiseni sufficientemente coprenti, che non sono niente di troppo estroso o sexy.

Se proprio dovessi dire una cosa che trovo realmente poco “pudica”, è indossare il bikini in qualsiasi contesto che non si riduca agli stretti “fare il  bagno” e “prendere il sole”.
Ovverosia: se devi prendere un aperitivo al bar dello stabilimento, giocare a racchettoni, percorrere a piedi il lungomare nel tragitto albergo-spiaggia, allora sì: in quel caso, a mio modo di vedere, sarebbe decisamente opportuno coprirsi. Un pareo, un prendisole, un caftano, una maglietta, un paio di pantaloncini, qualsiasi cosa – ma l’immagine di una donna in mutande e reggiseno (perché di base, quello è) seduta al bancone di un bar intenta a sorseggiare il coktail… continua a “stridermi” e a sembrarmi abbastanza inopportuna.
Just my two cents, per carità.

Detto ciò: non sono di quelli per cui il bikini è il Male Incarnato… però, un bikini io non l’ho usato mai, né mai lo utilizzerei. Personalmente, mi sentirei fortemente a disagio nell’uscire da casa mia indossando solo quello che, di base, è un completino di biancheria intima – solo, un po’ più colorato del solito, e fatto di una stoffa diversa.
Na: nel momento in cui mi pungerà vaghezza di tornare a crogiolarmi al sole sulla spiaggia, sicuramente io opterò per un costume da bagno che sia un (bel po’) più coprente.
Ma allora, quali sono le alternative verso cui mi orienterei, e che, alla bisogna, potrei consigliare alle mie amiche?

1.      Un modesto tankini

“Modesto” nel senso di “modestia cristiana”, ma anche nel senso di “semplice, poco appariscente”.
Se non vi sentite a vostro agio in un bikini, ma vi tremano le vene e i polsi al pensiero di fare il “grande passo” comprando un costume intero, il tankini potrebbe davvero essere la soluzione che fa per voi.
Di base, un takini è un costume a due pezzi… in cui il pezzo di sopra, però, non ha la forma di un reggiseno, ma bensì di una canottiera (che può essere più o meno).

Personalmente, li trovo una grandissima innovazione.
Se un costume intero vi sembra troppo austero, potreste forse gradire un tankini come il n. 1, che copre, sì, ma senza strafare.
Se non avete problemi all’idea di coprirvi totalmente, ma trovate scomodo il costume intero perché vi costringe a strane acrobazie (per andare in bagno, ad esempio) un tankini come quelli proposti ai numeri 2, 3, 4 e 5 dovrebbe garantirvi il comfort che cercate.
Per non parlare poi di un tankini come quello illustrato al n. 6, che, con le forme morbide della canottiera, secondo me è perfetto per nascondere la pancetta e i rotolini di grasso che sono un cruccio per molte di noi.

E poi, insomma, non sono carini?

Tankini estate casta 2016

1: Takini Monsoon (cioè Accessorize) (€ 34,00)
2: Tankini Bonprix (€ 29,99)
3: Bikini Sunseeker (€ 36,00 per la canotta + € 20,00 per gli slip)
4: Bikini Lascana (€55,00)
5: Bikini Esprit: (€ 30,00 per la canotta + € 20,00 per gli slip)
6: Costume da bagno Lascana (€ 36,00)

2.      Il sempreverde costume intero

Una delle mie ultime foto in spiaggia mi ritrae, adolescente, in piedi sul bagnasciuga, con un improbabile costume intero a fioroni che avrei tranquillamente potuto condividere con mia nonna ottantenne, tanto lo stile era, più o meno, quello.
Fino a qualche anno fa (o almeno: fino all’epoca in cui io stessa andavo a fare shopping concentrandomi sui costumi interi) sembrava che questi capi di abbigliamento fossero riservati solo alle signore avanti con gli anni (e grasse, soprattutto: vecchie e grasse e col seno cadente) e/o ad atletiche signorine che praticavano nuoto agonistico in tenute sportivamente austere.

Per fortuna, negli ultimi anni, le cose stanno cambiando, e giusto qualche giorno fa leggevo una fashion blogger “normale” (cioè: non una che si occupa di modest fashion) decantare la bellezza dei costumi interi, ormai diventati cool e sbarazzini. Rimandandovi all’articolo della fashion blogger per i suggerimenti modaioli per davvero, qui elencherò alcuni modelli che hanno colpito me, scorrendo i cataloghi delle principali case produttrici.
Come noterete, oggigiorno è relativamente facile trovare costumi interi sbarazzini e trendy (n. 4), modaioli (n. 5 e 6), femminilissimi-ma-con-giudizio (n. 2), deliziosamente retrò (n. 3)… per non parlare di tutti i capi di taglio classico, ma resi particolari dalle stampe più svariate (n. 1).

E francamente, io stento a credere che una ragazza con un costume tipo il n. 4 correrebbe il rischio di sembrare una bigotta repressa che si veste come mi’ nonna.
Insomma: se anche voi vi ponete il problema di come vestire “modestamente” in spiaggia, date una chance ai costumi interi, perché, a mio modo di vedere, c’è davvero tanta scelta!

Costume intero estate casta 2016

1: Costume da bagno Violeta by Mango (€ 34,99)
2: Costume da bagno H&M  (€ 14,99)
3: Costume a triangolo Oysho (€ 25,99)
4: Costume intero Diesel  (€ 81,25)
5: Costume intero con frange Bonprix  (€ 29,99)
6: Costume da bagno Michael Kors  (€ 105,00 – ehm, più che altro lo proponevo perché mi piaceva il modello)

3.     Un “audace” abito da bagno

L’ultima volta che ho fatto shopping di costumi, l’abito da bagno non esisteva ancora. Mannaggia.
Eppure, la prossima volta che andrò a fare shopping di costumi, l’abito da bagno sarà sicuramente la mia prima scelta: forse eccessivo per il gusto di molte, ma perfettamente rispondente al mio.

Dicasi “abito da bagno” un costume (perlopiù intero, ma se ne trovano anche formato tankini) in cui la parte di sopra ha il taglio di una canottiera… e la parte di sotto si conclude con una gonnellina o una coulotte.
Invece di prevedere i classici slip sgambati, l’abito da bagno ti garantisce insomma quei cinque-sei centrimetri di pelle coperta in più, proteggendo le cosce con una gonnellina morbida o un paio di pantaloncini che “scendono” di più rispetto, a un normale paio di mutande.
Come vedete, non stiamo parlando di burqini alla musulmana: si tratta di costumi del tutto discreti, che non “danno nell’occhio” più di tanto. Se andassi in spiaggia indossando un modello come il n. 6, penso che molti non si accorgerebbero nemmeno della differenza.

Però, la differenza la noterei io su di me.
Intanto, perché la gonnellina o i pantaloncini sarebbero per me una benedizione: dovrebbero dare la ragionevole certezza che lo slip rimane fermo al suo posto cascasse il modo, anche nel caso di movimenti improvvisi e/o giornate di svago sui giochi d’acqua.
Secondariamente, perché un costume tipo il n. 4 – pur essendo qualcosa che mi sentirei d’indossare senza paura di essere additata da mezza spiaggia – è già qualcosa di decisamente vicino a un vestito. Insomma: radicalmente lontano dal famoso concetto di “andare a spasso in mutande e reggiseno” che, come dicevo, è proprio la cosa che io voglio evitare.
Last but non least: una linea morbida come quella dei costumi n. 3 e n. 6 è davvero una manna dal cielo per nascondere inestetismi di ogni tipo: smagliature, cellulite, pancetta, rotolini di lardo. Non a caso, gli abiti da bagno sono molto presenti nelle collezioni di costumi da bagno per signore in gravidanza: coprono senza stringere, si adattano alle forme del corpo, possono essere riutilizzati anche dopo il parto perché tanto vanno portati “morbidi”…

Non fatico a immaginare che una scelta di questo tipo possa essere eccessiva per molte – e nemmeno io la ritengo l’unica opportuna! Sia chiaro!
Però, per quanto mi riguarda, credo di aver trovato il mio “costume” del cuore.

Abiti da bagno moda casta 2016

1: Abito da spiaggia “Bond Girl” Parah (il sito non indica il prezzo, ma si potrebbe andare a dare un’occhiata!)
2: Costume da bagno Speedo  (€ 55,00)
3: Costume con gonnellina Anne Weynbourn  (€ 50,00)
4: Abito da bagno Bonprix  (€ 39,99)
5: Costume intero Seafolly  (€ 130,00… ehm, anche qui “propongo” lo stile, più che l’acquisto a questi prezzi folli!)
6: Costume intero con gonnellina Tailissime (€ 55,00)

E voi, come vi vestite in spiaggia, se posso chiedere?
Vi siete mai poste il problema? Avete mai trovato soluzioni?
Siete del partito per cui “massì, chi vuoi che si turbi per un bikini” (osservazione sulla quale, in effetti, posso anche concordare), o fate parte di quel gruppo di ragazze che si sentono più a loro agio coprendosi un po’ di più?

Detto ciò, col prossimo post torniamo a parlare di Storia e di Santi, eh!
Ma una volta ogni tanto, una chiacchierata su questi temi mi pare divertente… e, forse, fa anche bene!

8 pensieri su ““Ma come mi vesto?” / 2: la modestia sul bagnasciuga

  1. Quanti bei costumi! Vado pochissimo al mare, quest’anno causa università ancora meno, ma l’anno prossimo mi farò ispirare! I miei preferiti sono: tankini n°3, interi 4 e 6 e abiti da bagno 3 e 6! :D (Quelli che costano di meno, insomma!) :D

    • :-P
      Sì, i prezzi sono un po’, aehm… Diciamo che alcuni costumi li ho scelti perché hanno prezzi accettabili e io eventualmente me li comprerei davvero, altri li ho scelti più che altro per dare un’idea dello stile… ;-)

      Però, cose carine si trovano anche a poco prezzo! In questo momento ad esempio sono in vacanza al mare e sono rimasta incantata da un bikini che ho visto in un bazar, pochi euro, delizioso: pantaloncini a vita alta che arrivano a mezza coscia, reggiseno retrò, stampa gialla a fiorellini blu che ricorda un po’ le stampe di Naj Oleari, se hai presente (a me piacciono un sacco).
      Sarà costato dieci euro a dir tanto, ed era veramente de-li-zio-so!
      Per dire: non sempre serve spendere tanto per trovare cose “decenti” – per fortuna… ;-)

  2. Pingback: Un abito da bagno incompatibile coi nostri valori | Una penna spuntata

  3. Sono così felice di sapere che non sono sola! :) quest’estate sono andata al mare con un audacissimo abito da bagno, e la gente mi guardava come fossi impazzita. Ho 23 anni e vengo additata anche dalle 80enni in bikini, che per passare il tempo si sono divertite a elaborare illazioni sui motivi per cui non volessi indossare un due pezzi. “Sarà mussulmana?” “Forse ha una cicatrice da nascondere…” “Bhè, è magra, quale motivo potrebbe avere? Forse hai ragione, ha qualche difetto fisico….”

    • LOL!
      Il “sarà mussulmana” me lo sono beccato anch’io, in realtà con una dinamica leggermente diversa: ero appena arrivata al mare, avevo il frigo vuoto, dovevo fare la spesa, e avevo tutti i vestiti stropicciati di valigia. L’unica cosa mettibile senza dover tirare fuori il ferro da stiro era una tunica che avevo lasciato nella casa del mare e che, obiettivamente, è un po’ strana persino per i miei standard: è di un materiale decisamente leggero ed estivo, ma, vai a capire perché, le hanno fatto le maniche lunghe (??). Di norma le arrotolo fino al gomito e via, ma diciamo che di norma non la uso nei giorni di piena estate afosissimi, in cui pure io mi vesto più leggera.
      Va beh: in quel giorno specifico era agosto e faceva un caldo boia, ma gli altri vestiti erano immettibili e non avevo nessuna voglia di stirarli, quindi mi infilo la bizzarra tunica a maniche lunghe, arrotolate al gomito, e via sul lungomare… ma sapessi quanti strani sguardi ho attirato, e quanti commenti tipo “povere donne ‘ste musulmane, ma i loro mariti non si rendono conto del caldo?”

      :-P :-P :-P :-P

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